Michele Russo, Amministratore Delegato di Q&T premiato dal Comitato Tricolore

Q&T Logo

Ci sono italiani che senza clamore lavorano all’estero dando lustro al nostro Paese, spesso del tutto ignorati dalle autorità e dai media nazionali. Eppure sono lì, in mondi distanti dal nostro geograficamente e culturalmente, alle prese con sistemi giuridici diversi, abitudini d’affari incomprensibili in Italia e ambienti non sempre amichevoli con gli stranieri. Lavorano e portano lavoro e denaro in Italia e più a lungo stanno lontani, più amano il nostro Paese. I sentimenti di nostalgia di chi vive e lavora all’estero oggi non sono in fondo cambiati molto rispetto a quando i nostri nonni partivano per terre lontane e sconosciute in cerca di un lavoro e di fortuna. Oggi gira per il mondo una categoria di manager italiani agguerriti e competenti che una cosa hanno in comune con i nostri nonni: l’amore per il lavoro ben fatto e il rispetto dei loro interlocutori.

Oggi ci piace ricordare uno di questi manager sempre con la valigia in mano che battono strade lontane e che vivono negli aeroporti: Michele Russo che ha creato a Milano nel 1984 un’azienda di engineering e integrazione di sistemi, la Q&T, che oggi ha contratti in tutti i continenti e porta tecnologia e know how italiano ovunque siano richieste qualità e affidabilità. Una vita di lustro per l’Italia che è stata riconosciuta di recente con il conferimento da parte del Presidente della Repubblica dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia e con un premio del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, il movimento politico e culturale fondato da Mirko Tremaglia,

L’Ordine della Stella d’Italia distingue con un titolo d’onore quanti abbiano acquisito particolari benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi e nella promozione dei legami con l’Italia. Un merito che anche il Comitato Tricolore riconosce, dichiarando Michele Russo “Italiano autentico, ambasciatore dell’Italia nel Mondo” e accreditandogli l’aver operato con “dedizione e capacità nel tenere alto il nome della Patria all’estero e nel difendere gli interessi degli italiani ovunque essi risiedono”. Fa piacere sapere che il merito è talvolta riconosciuto per il suo giusto valore e, certo, non si tratta di retorica sterile, perché ci vuole proprio tanta dedizione e tanta capacità per lasciare la sicurezza delle mura di casa e affrontare Paesi come l’Algeria, l’Etiopia, lo Yemen e tanti altri in Africa, America Latina e Asia che non regalano nulla e, in un sistema dove la concorrenza internazionale è sempre più agguerrita, offrono opportunità solo a chi se le sa meritare fino in fondo.

Per raggiungere questo obiettivo, Russo ha creato un’azienda che è oggi un piccolo gioiello di efficienza e di affiatamento in cui cinquanta impiegati e tecnici lavorano come un orologio su molteplici contratti segnando ogni anno, nonostante la crisi internazionale, record di crescita del fatturato.

E non solo. Il successo vero, quello che ha anche una dimensione umana e non solo economica, discende dal fare squadra e dall’adoperarsi per chi si trova in situazione di bisogno, specialmente altri italiani che all’estero, in Paesi meno strutturati del nostro, possono più facilmente trovarsi in difficoltà. È quell’attività silenziosa sulla quale Russo non rivela dettagli mostrando un pudore che rende le azioni ancor più meritorie, ma che pure è riconosciuta nel premio del Comitato Tricolore. “La mia parola d’ordine è il lavoro fatto per bene, dando sempre il massimo” dice. “È quello che chiedo a me stesso, ai miei quattro figli e a tutti i miei collaboratori. Il successo o il fallimento si raggiungono insieme e sempre insieme si gioisce o, se necessario, si ricostruisce”.

– Visualizza il Diploma d’onore Comitato tricolore per gli italiani nel mondo
– Visualizza l’Onoreficenza di Cavaliere Ordine della Stella della Solidarietà italiana